Presentazione

L'Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità (AtLiTeG) si propone di ricostruire, in prospettiva filologica, storico-linguistica, lessicologica e lessicografica, la storia e la geografia dei testi e della lingua italiana del cibo dal Medioevo all’Unità. La rappresentazione cronologica e geo-linguistica della lingua del cibo – nelle forme di un Atlante basato su un’opera di georeferenziazione – si concentra sull’arco temporale compreso tra l’età medievale e l’unificazione italiana, scelto in virtù della sua rappresentatività: si tratta infatti del periodo più ricco di incroci, di suggestioni, di realtà distinte eppure convergenti in forza di rapporti reciproci, ma anche quello che ancora presenta maggiori zone d’ombra riguardo alle tradizioni dei testi, ai centri di produzione, al lessico. In corrispondenza di queste coordinate spazio-temporali, testuali e linguistiche, il Progetto assume le seguenti linee di azione: l’accertamento delle fonti, attraverso la chiarificazione delle tradizioni testuali e, ove possibile, attraverso nuove edizioni filologicamente attendibili; la realizzazione di indagini trasversali sugli scriventi, sui centri di produzione, sulle tipologie dei testi; la produzione di un vocabolario della lingua del cibo pre-unitaria, ad oggi mancante, che raccoglie osservazioni sulla lingua, sulle etimologie, sul lessico; la realizzazione di una mappa dinamica e sistematica della terminologia gastronomica pre-unitaria, grazie a un innovativo sistema di analisi testuale (elaborato e brevettato presso l’Università per Stranieri di Siena).

L’insieme di tutti questi elementi consente di delineare per la prima volta un panorama complessivo, approfondito e articolato della cultura gastronomica italiana dal Medioevo all’Unità che rappresenta, sotto il profilo metodologico, non soltanto un banco di prova di modalità di studio consolidate da una forte tradizione, propria degli studi italiani e all’avanguardia nel trattamento dei dati relativi a epoche antiche, ma insieme una applicazione delle più moderne tecniche nell’ambito delle Digital Humanities.